I polipi intestinali

I polipi intestinali si formano sulla mucosa dell’intestino, soprattutto nel colon e nel retto. La maggior parte di queste neoformazioni sono di origine benigna, ma bisogna comunque tenerle sotto stretto controllo per evitare l’insorgere di complicazioni. È molto importante, quindi, effettuare degli screening preventivi ed eventualmente rimuovere chirurgicamente i polipi intestinali più sospetti. Il medico può optare per una radiografia del colon o per l’esame di ricerca di sangue occulto nelle feci, ma la colonscopia rappresenta un’efficace garanzia diagnostica. Grazie a questa indagine diagnostica, infatti, è possibile individuare eventuali neoformazioni, molto frequenti nelle persone con più di 60 anni e specialmente per coloro che hanno avuto dei casi di tumore al colon in famiglia. Negli ultimi anni è stata introdotta, inoltre, la colonscopia virtuale, ma pare che non sia adatta per tutte le tipologie di polipi intestinali.

La prevenzione permette di curare queste neoplasie in maniera efficace.

Quanti tipi di polipi intestinali esistono?

  • Polipi peduncolati: fuoriescono dalla mucosa dell’intestino, e hanno un peduncolo
  • Polipi sessili: sono senza peduncolo e possono essere più difficoltosi da asportare.
  • Poliposi: ha origine da un difetto genetico ed è caratterizzata dalla presenza di un numero di polipi maggiore di 100.
  • Polipi iperplastici e infiammatori: spesso vengono individuati in concomitanza con altre patologie (Morbo di Crohn, diverticolosi e colite ulcerosa), ma fortunatamente la loro natura è benigna.
  • Polipi neoplastici o adenomatosi: rappresentano dei polipi con caratteristiche istologiche in una fase di sviluppo più o meno avanzata.

Sintomi

I polipi intestinali non presentano sintomi e di solito vengono diagnosticati durante una visita specifica endoscopica. Si possono notare perdite di  muco o di sangue associati a stati di anemia e, in caso di polipi intestinali di una certa dimensione, anche occlusioni intestinali e coliche addominali.

Perché si formano i polipi?

La parola d’ordine è prevenzione, mediante esami diagnostici e una corretta alimentazione. È risaputo che le fibre alimentari, contenute in alimenti come i cereali, contribuiscono a proteggere e a prevenire le malattie a carico dell’apparato intestinale, compreso il colon. Le fibre solubili (cereali) hanno il compito di sciogliere le eventuali sostanze nocive favorendo la loro eliminazione attraverso le feci. Le fibre insolubili (verdure), invece, producono una sorta di “gelatina” che intrappola tossine e acidi biliari presenti nell’intestino. La fermentazione di tutte le fibre alimentari, grazie alla flora batterica, produce acidi grassi in grado di proteggere e nutrire la mucosa del colon. Più sostante “buone” e meno sostanze nocive!

Al contrario, il consumo eccessivo di carni rosse contenenti grassi saturi, un’insufficiente attività fisica, l’abuso di alcolici e di fumo di sigaretta contribuiscono alla formazione dei polipi intestinali. Un corretto stile di vita può diminuirne la comparsa, anche se va tenuto conto del fattore genetico.

La colonscopia è utilizzata come un efficace esame diagnostico, ma a seconda del tipo di polipo è possibile asportarlo all’occorrenza, per poi procedere con l’esame istologico che ne valuterà la natura. A seguito dei risultati dell’esame, lo specialista valuterà se la rimozione del tessuto effettuata è sufficiente o se è necessario procedere con un intervento chirurgico più specifico.