Svuotamento gastrisco: come aiutarlo

Il termine svuotamento gastrico o gastroparesi indica una condizione patologica particolare, contraddistinta da una paralisi parziale della muscolatura dello stomaco. Per effetto di questa paralisi parziale, il  cibo ingerito persiste a lungo all’interno dello stomaco ed il processo di  digestione risulta sensibilmente rallentato.

Svuotamento Gastrico

Non è un caso, infatti, che la gastroparesi venga chiamata anche svuotamento gastrico ritardato.

Metodi di diagnosi:

Diagnosticare in maniera corretta e per tempo la gastroparesi è molto importante, in quanto, in caso contrario, potrebbero insorgere diverse complicazioni.

Come spesso accade, il protocollo diagnostico comincia con un esame obiettivo accurato, durante il quale il medico valuta la sintomatologia in atto nel paziente (N.B: i  sintomi tipici sono nausea, vomito, dolore addominale, perdita di appetito e gonfiore dello stomaco) e la storia clinica di quest’ultimo.

Il passo successivo all’esame obiettivo consiste nell’esecuzione di alcuni test di laboratorio, come gli esami del sangue, e di alcuni esami strumentali, quali:

  • Radiografia dell’apparato digerente: attraverso uno strumento ai  raggi X il medico osserva la progressione, lungo l’apparato digerente, di un  mezzo di contrasto radiopaco fatto precedentemente ingerire al paziente.
  • Scintigrafia gastrointestinale: prevede la misurazione di quanto permane, nello stomaco, un tracciante radioattivo, assunto in precedenza con del cibo o una bevanda. Per la visione del tracciante radioattivo occorre uno strumento particolare.
  • Endoscopia dell’apparato digerente: consiste nell’inserire, lungo l’apparato digerente, un endoscopio, ovvero una sonda dotata di telecamera e collegata a un monitor esterno. Tale tecnica è eseguibile anche per via nasale, una metodica innovativa e minimamente invasiva.
  • Wireless capsule test: prevede l’ingestione da parte del paziente di uno strumento elettronico che registra la velocità con cui passa il cibo all’interno dell’ apparato digestivo.

Dal punto di vista terapeutico, non esistono attualmente delle cure specifiche, ma solo dei trattamenti sintomatici, vale a dire che mirano alla riduzione dei  sintomi ed a una qualità migliore della vita dei pazienti.

Uno di questi trattamenti sintomatici consiste nell’adozione di uno stile dietetico particolare, che preveda:

  • Tanti piccoli pasti al giorno, in maniera tale che lo stomaco debba svolgere un “lavoro” meno impegnativo.
  • Cibi molli o di consistenza liquida, in quanto sono più facili da digerire. A tal proposito, una soluzione molto praticata è frullare o triturare i cibi solidi.
  • Una masticazione accurata di ogni cibo solido assunto. Ciò consente una digestione più facile del bolo che giunge allo stomaco.
  • La rinuncia a bevande gasate, soprattutto durante i pasti.
  • La rinuncia a cibi difficilmente digeribili, come le mele con la buccia, gli alimenti ad alto contenuto di  fibre (broccoli, arance, ecc) e quelli contenenti grandi quantità di grassi.