Cosa possiamo mangiare dopo la Colonscopia?

Il ripristino della regolarità intestinale dopo la Colonscopia è subordinata al tempo di riempimento del tubo digerente; ovvero, finché l’intestino non è pieno, difficilmente le evacuazioni potranno essere regolari. Inoltre, bisognerebbe tenere a mente che, dopo una colonscopia, il colon è:

Colonscopia

  • Quasi privo di flora batterica intestinale
  • Denutrito (come il resto dell’organismo)
  • Lavato del muco protettivo fisiologico

I princìpi fondamentali per evitare i classici sintomi intestinali (soprattutto stipsi, ma anche diarrea) sono:

  • Evitare alcolici e bevande/alimenti o integratori contenenti molecole nervine (caffeina, teina,ecc) per almeno 12-24 ore. Tra questi ricordiamo: vino, birra, grappa, caffè, cioccolata, energy drink, ecc;
  • Evitare i cibi troppo grassi e le ricette che prevedono l’utilizzo di molti condimenti, compresi il sale e le spezie;
  • Nel caso in cui la colonscopia sia stata effettuata con una sedazione pesante, o che il soggetto ne risenta particolarmente, è consigliabile impostare una dieta liquida o semi liquida. Questa raccomandazione si rende utile perché, in alcuni casi, l’anestesia provoca nausea e/o vomito; una mente annebbiata non è in grado di gestire al meglio questo genere di impulsi, ragion per cui sarebbe meglio ottimizzare il processo di espulsione;
  • Prediligere una dieta a basso residuo insolubile, aumentando l’assunzione di fibre solubili. Queste hanno un’azione prebiotica, migliorano la consistenza delle feci e regolarizzano l’attività intestinale senza sollecitare eccessivamente la peristalsi;
  • Si consigliano la cottura per lessatura, a pressione, a vapore, sottovuoto;
  • Introdurre i cibi con gradualità, soprattutto quelli scarsamente tollerati;
  • Aumentare la quantità di acqua e minerali nella dieta. I pazienti sottoposti a colonscopia risultano tendenzialmente disidratati a causa della dieta e delle soluzioni di preparazione alla visita (tendenzialmente osmotiche). In più, si consiglia di bere poco e spesso;
  • Nei casi più difficili, ovvero quelli in cui si assiste ad un’alterazione dell’alvo (stipsi o diarrea), potrebbero essere molto utili gli alimenti, o gli integratori o i farmaci, ad azione probiotica, prebiotica e nutriente per gli enterociti.