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Il morbo di Crohn: riconoscere la malattia

Il Morbo di Crohn: riconoscere la malattia


Il morbo di Crohn è una malattia dell’apparato digerente che si contraddistingue per la sua cronicità. Le cause sono ancora sconosciute, ma si possono ipotizzare tre aspetti che interagiscono tra loro: la predisposizione genetica, il danneggiamento dei tessuti dovuto a una reazione immunitaria scaturita dai batteri della flora gastrointestinale e diversi fattori ambientali. Tra quest’ultimi ricordiamo l’uso smodato di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e il fumo.


La malattia non si manifesta in un solo punto, ma colpisce più tratti dell’intestino come l’ileo terminale (la parte finale dell’intestino tenue), il colon ascendente e seppur in percentuale minore il retto, il duodeno e lo stomaco.


L’infiammazione causata dal morbo di Crohn compromette in maniera importante il processo di riassorbimento delle sostanze (sali biliari, grassi alimentari) e delle vitamine (D, B12, K). Se la malattia è molto estesa, si verificano diversi episodi di diarrea con una conseguente perdita di peso.





Sintomi


Il soggetto che contrae questa patologia, spesso, non si accorge della sua comparsa. Successivamente la febbre si può accompagnare  a dolore addominale. Questo tipo di sintomi possono essere confusi con altre patologie come le intolleranze alimentari e il colon irritabile, quindi è sempre bene far valutare la situazione da uno specialista.


Dal medico


Mediante la colonscopia è possibile visualizzare l’ileo terminale che si presenta “a ciottoli” proprio per il suo aspetto irregolare. Per una diagnosi più precisa viene effettuata una biopsia che consiste nel prelievo di un frammento della mucosa intestinale.


Come abbiamo già accennato in precedenza, il morbo di Crohn è cronico quindi si noterà un’alternanza di periodi di remissione e di riacutizzazione della malattia.


La terapia farmacologica prevede l’assunzione di medicinali antinfiammatori come la salazopirina, derivato dalla più conosciuta aspirina, da cortisonici e immunodepressori per placare l’attacco autoimmune. Possono essere abbinati, inoltre, anche ad antibiotici. I rimedi naturali e fitorapici a base di camomilla, aloe vera e malva, anche se non propriamente riconosciuti per l’effettivo miglioramento della malattia, possono aiutare il paziente a contrastare le infiammazioni. È consigliato, comunque, chiedere preventivamente il parere del proprio medico.


Se le cure mediche non dovessero essere sufficienti a causa dell’insorgenza di  altre complicanze (fistole, ascessi ecc…) è opportuno intervenire chirurgicamente.


Alimentazione


L’alimentazione ricopre un aspetto molto importante per i pazienti affetti dal morbo di Crohn proprio perché il malassorbimento delle sostanze nutritive e delle vitamine possono portare a un deperimento fisico. La loro dieta deve essere ipercalorica integrandole giuste quantità di sali minerali e vitamine. Le carni grasse e gli alimenti irritanti (caffè, peperoncino ecc…) sono banditi insieme ai metodi di cottura poco sani (friggitura e grigliatura).


Come prevenire l’evoluzione della malattia


In caso di diarrea e dolori addominali che si protraggono per più di 4 settimane è necessario rivolgersi al proprio medico per effettuare gli appositi esami del sangue e delle feci. È bene ripetere i controlli ogni 6-12 mesi e, se necessario, anche una colonscopia.



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